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05:40
BNB supera i 580 dollari
Secondo Jinse Finance, i dati di mercato mostrano che BNB ha superato i 580 dollari, attualmente quotato a 580,01 dollari, con un calo del 1% nelle ultime 24 ore. Il mercato è altamente volatile, si raccomanda di gestire attentamente i rischi.
05:35
Analista di Bitunix: il focus del mercato si sposta sugli alti costi di finanziamento, mentre diminuiscono i rischi geopolitici
Secondo l'analista di Bitunix, con l'allentamento delle tensioni in Medio Oriente e il ripristino della catena di approvvigionamento energetico, l'attenzione del mercato si sta spostando dalla geopolitica all'inflazione, alla politica fiscale e ai costi del capitale. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, ha sottolineato l'importanza dell'autonomia della catena di approvvigionamento e della sicurezza energetica, mentre i dati manifatturieri statunitensi di giugno riflettono una differenziazione strutturale dell'economia. Gli investitori stanno rivalutando la persistenza dell'inflazione e seguono con attenzione la posizione politica del Presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, e le prossime mosse della Federal Reserve. Il contesto globale di liquidità e il cambiamento dell'appetito per il rischio influenzano il mercato delle criptovalute, mentre i flussi di capitale dipendono dal rendimento dei Treasury statunitensi e dai segnali politici della Federal Reserve.
05:34
Analista di Bitunix: la de-escalation della guerra è solo l'inizio, il mercato sta entrando in un'era di "alto costo del capitale"
BlockBeats News, 24 giugno. L’attenzione del mercato globale continua a spostarsi dal conflitto in Medio Oriente alla rivalutazione degli asset nell’era post-bellica. Con il progredire dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, la graduale riapertura dello Stretto di Hormuz e la storica approvazione di una risoluzione del Congresso degli Stati Uniti che limita le azioni militari contro l’Iran, le preoccupazioni del mercato per possibili interruzioni nell’approvvigionamento energetico si sono notevolmente ridotte. Tuttavia, il rischio non è scomparso ma si è trasferito dalla geopolitica all’inflazione, ai problemi fiscali e ai costi di finanziamento. La situazione nello Stretto di Hormuz è ora entrata in una “fase di distensione”, con le esportazioni di petrolio greggio degli Emirati Arabi Uniti che sono tornate circa all’85% dei livelli prebellici. Le petroliere hanno ripreso a caricare nel Golfo e la catena di approvvigionamento energetico sta rapidamente tornando alla normalità. Di conseguenza, i prezzi del petrolio sono diminuiti, ma le tariffe di spedizione rimangono elevate, segnale che la catena di approvvigionamento globale non è ancora tornata completamente ai livelli precedenti il conflitto. Nel frattempo, il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti Bennett ha sottolineato l’importanza della localizzazione delle catene di approvvigionamento critiche e della sicurezza energetica, suggerendo che la futura economia globale continuerà a svilupparsi seguendo il principio del “security first” piuttosto che “efficiency first”. D’altra parte, i dati manifatturieri statunitensi di giugno hanno superato le aspettative, ma l’occupazione nelle fabbriche è scesa ai minimi degli ultimi sei anni, riflettendo le persistenti disparità strutturali nell’economia. L’attenzione del mercato è tornata anche sulla politica della Federal Reserve. Gli sviluppi recenti, dalla posizione politica di Powell alle aspettative di rialzo dei tassi da parte delle banche statunitensi fino alla rivalutazione della persistenza dell’inflazione da parte dei mercati, indicano che gli investitori iniziano a considerare la possibilità di “tassi alti prolungati” o addirittura di ulteriori “aumenti dei tassi” invece di un taglio. Per il mercato crypto, ciò significa che l’impatto più significativo nel breve termine non deriva direttamente dal conflitto in Medio Oriente, ma dai cambiamenti nell’ambiente di liquidità globale e nell’appetito per il rischio. La diminuzione del rischio bellico aiuta a ridurre la domanda di beni rifugio, ma se i rendimenti dei titoli di Stato USA rimarranno elevati e la Fed continuerà a mantenere una posizione restrittiva, i capitali potrebbero comunque fluire principalmente verso il dollaro USA e gli asset a reddito fisso. Le future aree chiave da monitorare saranno dunque il passaggio dall’attenzione sull’apertura dello Stretto di Hormuz ai dati sull’inflazione, all’orientamento della politica Fed e all’eventualità che i costi del capitale globale continuino a crescere. Quando il mercato comincerà a negoziare il prezzo dei fondi piuttosto che le notizie di guerra, gli asset rischiosi affronteranno una nuova prova.
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