Scommettendo sulla stabilizzazione dello yen e sulla diminuzione dell'impatto della guerra, gli investitori americani tornano sul mercato azionario giapponese
Gli investitori statunitensi stanno tornando sul mercato azionario giapponese.
Il 20 aprile, Bruce Kirk, Chief Japan Equity Strategist di Goldman Sachs Japan, ha dichiarato che, con il graduale affievolirsi dell'impatto iniziale della situazione in Medio Oriente e il ritorno della fiducia nei mercati, i capitali nordamericani sono tornati a fluire verso gli asset azionari giapponesi.
In un'intervista del 20 aprile, Kirk ha sottolineato che la stabilizzazione dello yen è un fattore chiave dietro questo cambiamento.
Rinforzato dagli afflussi di dollari, il Nikkei 225 ha già registrato un rialzo di circa il 16% questo mese, recuperando non solo le precedenti perdite, ma superando ampiamente anche la performance dell'indice TOPIX, cresciuto dell'8%, e quella dell'S&P 500 nello stesso periodo.
Ha aggiunto che, dato che i policymaker giapponesi difficilmente tollereranno uno yen al di sotto dell'attuale livello di 160 per dollaro, la propensione degli investitori statunitensi senza copertura dal rischio valutario potrebbe aumentare ulteriormente.
I capitali statunitensi in testa, sale l'attrattività delle azioni giapponesi
I dati del Japan Exchange Group mostrano che, a marzo, mentre i capitali esteri nel complesso erano in posizione netta di vendita sulle azioni giapponesi, gli investitori nordamericani sono stati l'unico gruppo estero con una posizione netta di acquisto, una tendenza che prosegue anche nell'attuale fase di recupero.
Kirk ha affermato che gli investitori tendono sempre più ad attribuire il calo del 13% del Nikkei 225 a marzo a fattori globali, piuttosto che a problematiche strutturali interne, il che li rende più fiduciosi nel rientrare sul mercato.
Secondo lui, la rapidità del rimbalzo del mercato azionario giapponese ha superato le attese; riserve strategiche di petrolio sufficienti e la diversificazione delle fonti di gas naturale liquefatto rappresentano vantaggi strutturali che conferiscono una notevole resilienza all'economia giapponese nell'attuale clima di incertezza geopolitica ed energetica. Kirk ha dichiarato:
Il Giappone si trova effettivamente in una posizione piuttosto solida; una volta che il focus del mercato si sposterà dal breve al medio periodo, i flussi di capitale potranno aumentare in modo molto, molto rapido.
Catalizzatori domestici intensi, accelera la riforma della governance aziendale
Kirk ha rilevato che molteplici catalizzatori interni stanno rafforzando il razionale di puntare sulle azioni giapponesi. La prossima stagione delle trimestrali, la revisione dei piani strategici di medio termine e le assemblee annuali degli azionisti dovrebbero aumentare il focus del mercato sull'efficienza del capitale e sull'utilizzo dei bilanci.
Anche le politiche offrono supporto. L'Agenzia dei Servizi Finanziari giapponese dovrebbe finalizzare entro l'estate il nuovo codice di corporate governance, aumentando la pressione sulle società quotate affinché sciolgano partecipazioni incrociate, liberino capitali in eccesso e aumentino il ritorno agli azionisti.
Tuttavia, Kirk ammette che la rivalutazione continua dei prezzi del mercato azionario giapponese dipende infine da un miglioramento sostanziale del Return On Equity (ROE).
Nonostante alcune grandi banche abbiano fissato l'obiettivo del ROE intorno al 15%, circa il 44% delle società incluse nell'indice TOPIX ha ancora un ROE inferiore all'8%, evidenziando che il miglioramento strutturale resta una sfida significativa.
Persistono rischi geopolitici, Goldman abbassa leggermente il target price
Nonostante il clima di fiducia stia migliorando, Kirk avverte che esistono ancora rischi di correzioni ulteriori.
Ha avvertito che, se la situazione in Medio Oriente dovesse aggravarsi ulteriormente e trascinare al ribasso la crescita economica globale, il Giappone – fortemente dipendente dal ciclo economico mondiale – subirebbe forti pressioni.
Il team Goldman Sachs ha già rivisto al ribasso il target per il TOPIX a 12 mesi, portandolo da 4.300 a 4.200 punti, per riflettere le incertezze legate al conflitto iraniano. Tuttavia, Kirk si mantiene relativamente ottimista sull’outlook generale:
Questa non è comunque la previsione prevalente tra gli operatori di mercato in questo momento.
Ha affermato:
Quando gli investitori stranieri, nell’attuale contesto, paragonano il Giappone agli altri mercati sviluppati, il Giappone presenta effettivamente numerosi vantaggi.
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